Il trampoliere Monsieur Blanck

Il trampoliere Monsieur Blanck

Ogni volta che ci troviamo in una piazza a guardare con il naso all’insù un trampoliere, il nostro cuore di bambini sente un pizzico di invidia. Stare in equilibrio e guardare tutti dall’alto, strizzando l’occhio ad ogni sorrisi e risate… chi non vorrebbe vivere così? Eppure dietro a quella magia c’è una scelta di vita coraggiosa, perché significa anche vivere fuori da schemi preconfezionati, e quindi rinunciare tante volte a quelle “sicurezze” che tutti inseguiamo per sentirci in equilibrio con la vita, protetti. La cadenza quotidiana delle azioni, il lavoro, la famiglia, ci tranquillizzano, ma in quest’onda guardiamo mai oltre il nostro naso? Ci sono persone che non lo fanno mai e altre che non sanno vivere altrimenti. Uomini e donne che attraversano i sentieri della vita con lo sguardo aperto. Vivono sui trampoli, in un equilibrio che non richiede sistemi di protezione ma libertà di espressione, sfide e insidie, dove l’unica certezza cercata è l’amore, quello assoluto, quello che rompe gli schemi. In questo viaggio verso l’“altrove”, lo spettatore viene portato per mano. Il trampoliere diventa poeta, e così lascia tracce di vita che ognuno può scegliere di gustare, vivere o soltanto guardare.

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